Programma Melani candidata al consiglio comunale Prato

Un programma condiviso con Marilena Garnier

Vogliamo Prato

Vogliamo Prato rispettosa delle cause tradizionali, ispirata ad un principio di convivenza tra persone di diversa estrazione sociale ed etnica, nella quale tutti si sentono davvero figli di questa città. Vogliamo che Prato ha una migliore qualità della vita: più alberi e meno, più spazi verdi per tutti, una città più sicura e sostenibile, fornita di una mobilità prevista e non invasiva. Vogliamo usare le biciclette anche per andare a lavorare, nuovi parchi parcheggi verdi, in aree di riuso, con tariffe razionalizzate per “riavvicinare” il centro storico al cuore dei cittadini. Vogliamo Prato rilanciata nell’attività turistica in modo che siano valorizzate ulteriormente le sue bellezze monumentali e museali, puntando anche su eventi stagionali di grande richiamo.

Vogliamo che Prato si contraddistingue per solidarietà e cooperazione sociale, attenta nei confronti di chi è meno tutelato e versa in condizioni di difficoltà. Vogliamo che la nostra città è, innovandone il modello di sviluppo, la capitale del tessile e del settore moda-abbigliamento, che sia valorizzata l’imprenditoria delle piccole e medie imprese, dei laboratori artigiani e che sono garantiti i diritti dei lavoratori e la loro Sicurezza. Vogliamo una Prato senza periferie in cui gli abitanti, senza distinzione, si sentono protagonisti e figli di una comunità amica, una città nella quale vivono incolumi e nelle libertà individuali garantite dalla Costituzione, attiva nel colpire la criminalità comune e organizzata, generosa nel creare opportunità di crescita individuale e collettiva.

Questo è il frutto del lavoro che ho fatto in questi giorni. Abbiamo creato una squadra di lavoro motivata e coesa ma, soprattutto, abbiamo visto il plauso da molti cittadini che ci sono fin qui sostenuto. A tutti costoro, ea quanti vorranno sostenerci in futuro, rivolgiamo la nostra gratitudine per la straordinaria occasione che stiamo costruendo insieme e speriamo di poter ripagare ogni singolo cittadino con un impegno costante al servizio della città.

Prato è una città che vuole costruire un nuovo futuro di prosperità e per farlo ha bisogno di tirare fuori le sue energie migliori. Prato ha la necessità di tornare a crescere per non trovarsi impreparata di fronte alle sfide  economiche e sociali che l’attendono. In questa ottica  di rilancio della città il lavoro e l’impresa non possono che essere messe al primo punto. Non un lavoro “qualsiasi” ma un lavoro che metta al bando la precarietà, che sia qualificato, dignitoso e dia garanzie di stabilità per tutti,  compresi i lavoratori stranieri, troppo spesso sfruttati al limite dello schiavismo, anche dagli stessi connazionali.  Parallelamente si devono prevedere investimenti anche nell’espressione imprenditoriale, nel lavoro autonomo degli artigiani, dei commercianti, degli agricoltori e dei professionisti. Il distretto produttivo pratese è ricco di una storia importante che non rinunciamo a richiamare come direttrice per la ri-costruzione di aziende solide e competitive. Siano esse cooperative, piccole e medie imprese, cooperative o società di persone e di capitali. Ma non possiamo farlo replicando un approccio datato che ha ormai esaurito i suoi frutti.

Oggi si parla di “nuova rivoluzione industriale”, di Industy 4.0  ed è dunque indispensabile investire in mentalità e capitali per affrontare un nuovo modello produttivo senza capire il quale, saremmo tagliati fuori dal futuro. Una “grande trasformazione” è in atto, una trasformazione che dobbiamo indagare mettendo in campo sinergicamente, per la parte che ci riguarda, politiche industriali e del lavoro. Per farlo crediamo di poterci avvalere anche dell’apporto creativo dei lavoratori, i cui saperi esperti saranno linfa vitale per l’innovazione della conoscenza nei settori di competenza.

Pur promuovendo i tratti caratteristici dell’economia pratese, abbiamo il dovere di  alzare lo sguardo e puntare su sistemi produttivi ad alto potenziale di crescita e di innovazione sociale: le industrie e i servizi della salute e del benessere, le industrie culturali, ricreative  e della logistica. Né dobbiamo mancare di sfruttare a nostro favore le iniziative messe in campo dalle politiche economiche nazionali. Con  la recente firma posta dall’Italia in calce alla Belt and Road Initiative (la cosiddetta Nuova via della seta) arriveranno nel nostro paese due miliardi e mezzo di investimenti in infrastrutture. La cifra decuplicherà nei prossimi anni. È un’occasione per attrarre risorse economiche su Prato che non possiamo mancare e possiamo farlo a buon diritto, più di altre città italiane, vista la forte e radicata presenza in loco di cittadini cinesi.

Il turismo potrà essere incentivato anche grazie ai principi espressi nella Destination Management Organization (DMO) che intendono far leva su organizzazione e  promozione del territorio, senza scopo di lucro. Molti sono i luoghi di Prato da rilanciare con politiche appropriate.  Puntiamo a eventi stagionali di grande richiamo a supporto dei musei cittadini, primo fra tutti il sottoutilizzato Museo Pecci che dovrà ambire a un posto di primo piano nel contesto dell’arte contemporanea italiana. L’importante scavo etrusco di Gonfienti potrà diventare un museo; il Museo del tessuto dovrà essere ulteriormente valorizzato; Il teatro Metastasio dovrà essere  riscattato dallo stato di sostanziale declino nel quale versa. Considereremo l’opportunità di istituire un museo dedicato a Lorenzo Bartolini, ampliando la già esistente collezione di Palazzo Pretorio con i pezzi mancanti oggi esposti nella gipsoteca, della Galleria dell’Accademia  di Firenze.

Un altro progetto di ampliamento dell’offerta turistica, verterà sulla capacità valorizzare le eccellenze enogastromiche del territorio.

Fra le iniziative in grado di attrarre turismo dovremo aggiungere il Capodanno cinese che, nella sua specificità, può divenire un ponte fra le culture.  E’ necessario il rilancio dell’ormai tradizionale gioco della Palla Grossa come manifestazione che coniuga sport e cultura. La gara sarà da disputarsi nella cornice del centro storico e sarà sostenuta da eventi collaterali per incentivare turismo e commercio.

A cena dentro i monumenti” sarà una formula sulla quale puntare per ottenere nuove risorse spendibili e regalare alla popolazione una fruizione conviviale, diversa della città. Sul fronte delle iniziative turistiche volte al privato prevediamo un alleggerimento della tassazione per chi ha una “casa storica” e la mette a disposizioni dei visitatori, in alcuni periodi dell’anno. Anche il gemellaggio con altre città italiane può essere una pratica da riscoprire.

All’interno di quello che vogliamo definire Progetto Centro Storico, sarà prioritario l’impegno a bonificare e rilanciare  una realtà urbana spesso non più compatibile, sotto il profilo ambientale e della sicurezza, con  elevati standard della vita sociale e del decoro urbano. Grazie anche all’impegno di fondi pubblici  messi a disposizione dall’Europa, il Comune potrà prevedere una compartecipazione come socio di minoranza e per un periodo di tempo determinato, agli utili di attività commerciali di varia natura che saranno promosse agendo sulla riduzione della leva fiscale e sul calmieramento del prezzo degli affitti, fino a prevedere, in alcuni casi,  l’occupazione gratuita del suolo pubblico.

Altro tassello per combattere il degrado, saranno i lavori di riqualificazione  di tutta illuminazione pubblica, a partire dal centro cittadino. Prevediamo la sostituzione degli impianti luminosi obsoleti con nuove luci a LED in tutta l’area comunale. Lampioni, luci decorative e vari punti luminosi d’arredo urbano avranno una ricaduta estetica notevole, in grado di attrarre i cittadini anche nelle vie oggi dimenticate. Tale progetto permetterà di abbattere i consumi, risparmiando un numero elevato di kWh all’anno, riducendo inoltre l’inquinamento luminoso.

Per la valorizzazione dei mercati ambulanti sarà fondamentale il rilancio degli stessi, puntando sulla qualità dell’offerta e sui servizi, al fine di rendere più attrattivo il comparto. Si potranno prevedere mercati specifici, per settori piuttosto che generalizzati. Saranno destinate risorse per progetti di comunicazione e promozione degli stessi.

Beninteso, il centro storico non potrà perdere la sua prioritaria valenza culturale e di aggregazione sociale. Quindi, oltre all’incentivazione del commercio saranno favoriti processi virtuosi e costanti nel tempo: servizi di quartiere, spazi comuni attrezzati, luoghi dell’espressione artistica e culturale.

Il percorso da compiere è impegnativo ma è a tutti evidente la necessità di avviarlo repentinamente e  con la determinazione che l’eccezionalità del caso richiede, nel tentativo di imporre una inversione di tendenza rispetto al  degrado urbanistico e sociale.

Sarà  necessario  proseguire con la politica di sostegno alle garanzie per il credito, grazie a un rapporto più stretto con il Fondo nazionale di garanzia  e sollecitare le imprese a ridurre il ricorso al credito bancario,  aiutandole ad accedere più facilmente e a costi più contenuti, al finanziamento diretto basato sul mercato dei capitali. Importante sarà  anche la programmazione regionale dei fondi strutturali europei 2014-2020.

In un contesto di crescita Prato  ha bisogno dell’accesso completo alla banda ultra larga su tutto il territorio, imprescindibile per  cogliere le opportunità di crescita del commercio tramite web, anche in un’ottica internazionale. Bloccheremo però la sperimentazione del 5G. Non vogliamo fare battaglie di retroguardia poiché siamo ben consapevoli che questa sarà una tecnologia in grado di far avanzare esponenzialmente,  aspetti importanti della vita quotidiana. Oggi però abbiamo un enorme problema che consiste nella mancanza di garanzie tecniche, in grado di rassicurarci sulle emissioni elettromagnetiche delle numerose antenne 5G. Al contrario, ci sono studi che ne affermano l’altissima pericolosità, infatti, sia Bruxelles che la vicina Firenze  hanno recentemente deciso la sospensione del 5G. Anche noi riteniamo che i cittadini pratesi  non debbano essere animali da laboratorio, pertanto preferiamo adottare un principio di precauzione per la salute pubblica e aspettare che siano date garanzie incontrovertibili. Entro dicembre 2019 l’Europa varerà un pacchetto di standard minimi di sicurezza per il 5G. Fermiamoci!

Prato però non è solo centro storico, altri luoghi della città non meritano la marginalità nella quale vivono. Parliamo, per fare un esempio, del Macrolotto 0,  oggi territorio per eccellenza della disgregazione urbana. Un quartiere a destinazione mista, industriale, residenziale e commerciale, il cui assetto urbanistico nasce dall’assenza di un qualsiasi atto di programmazione. Con grave ritardo si è cercato, sulla carta, di porre rimedio ma ad oggi i problemi permangono insoluti. Non possiamo più permettere che la zona continui ad essere sotto il profilo urbanistico, economico, sociale e culturale, una zona “franca”, al limite della legalità, nella quale l’inedita proporzione dello stanziamento di cittadini orientali non sia una risorsa, come dovrebbe, ma fattore problematico e di instabilità. Noi vogliamo compiere un’impresa ardimentosa e riportare nell’alveo della eticità sociale e produttiva, un territorio di fatto abbandonato a se stesso.  L’obiettivo è: cooperare con le stesse regole. Un efficace sistema programmato di controllo sarà indispensabile per garantire la connettività a tutti i livelli con il resto della città.

La città ha bisogno  di mobilità e infrastrutture strategiche ed efficienti, anche in connessione con la viabilità della Piana, che si inscrivano nel miglioramento della mobilità collettiva dell’area interessata, operando per decongestionare il traffico, in modo tale da ridurre anche l’inquinamento atmosferico.  Per rendere finalmente interessante l’uso del mezzo pubblico  per  i  pendolari  abituati  all’auto,  è  necessario  garantire  il trasporto pubblico, incrementandolo e rendendo le corse   puntuali,  frequenti  e,  soprattutto,  con tempi di percorrenza il più possibile rapidi. Saranno da esplorare integrazioni tariffarie autobus/treno.

Ogni azione dovrà essere intrapresa entro il perimetro di uno sviluppo sostenibile che impone di ripensare le regole di ogni trasformazione che venga operata dall’uomo nella società e nell’ambiente, segnatamente nel tessuto urbano in cui l’ambiente naturale viene azzerato per dar luogo all’ambiente “costruito”. Nell’affrontare questa sfida bisogna operare a tutto tondo, sia nella riconversione energetica degli edifici pubblici e privati sia nel recupero dell’efficienza energetica e ricorso alle fonti rinnovabili sia nel trattamento dei rifiuti.

In nessun caso si potrà procedere senza il sostegno e la condivisione dei cittadini, con iniziative dubbie che riducano il  “verde” pubblico: che si tratti del singolo albero o che si decida di “rinnovare” una piazza. E’ prioritario risparmiare il suolo e favorire i luoghi dell’aggregazione  in aree sempre più verdi. Parliamo, ad esempio, del futuro parco urbano nell’area dell’ex ospedale Misericordia e Dolce, progettato dal paesaggista francese di fama internazionale Michel Desvigne, che dovrà diventare il giardino di tutti e da tutti, Comune compreso,  curato assiduamente, alla pari di un’abitazione privata.  Sarà necessario privilegiare  la rigenerazione, la riqualificazione e la densificazione urbana  che lascia le aree liberate disponibili per il verde o per servizi pubblici. Con un rispettoso uso del suolo si potrà preservare e migliorare la condizione di permeabilità dello stesso, difendere il territorio rurale dal saccheggio speculativo e orientare politiche urbanistiche innovative volte al recupero dei cosiddetti “tempi storici e tempi biologici”. In primis si provvederà alla piantumazione di nuovi alberi per ogni nascita, secondo i dettami di una buona pratica prevista da una legge regionale, mai messa seriamente in pratica.

Il cosiddetto Parco degli Aquiloni, nella zona di Galcetello, preso a cuore da migliaia di cittadini che hanno firmato contro la sua cementificazione, sarà reso pienamente e propriamente un parco. Restituito ai cittadini  in una funzione strategica all’interno di un “sistema del verde” che intendiamo incentivare, considerandolo elemento importante per la salute e il benessere dei cittadini. Parliamo delle cosiddette “foreste urbane  e  periurbane” che dovranno essere coerenti con le caratteristiche ambientali, storico-culturali e paesaggistiche della nostra città. Parlare di “foresta urbana” significa includere tutti  gli  aspetti  del  verde  cittadino  quali  lembi  di  bosco,  viali  alberati,  grandi  parchi, orti  urbani, giardini,  ville storiche,  verde  di  quartiere e  verde  architettonico,  compresi   bosco verticale  e  tetti  verdi.

Altro tratto di tale sistema sarà la realizzazione ex novo di giardini urbani, per rendere accessibili alcune gore pratesi non tombate, riaprendo anche tratti non edificati, come quello di piazza del Mercato Nuovo. Tale iniziativa permetterà di riconsiderare in positivo tutto il patrimonio archeologico industriale, avvalendoci degli imponenti studi fatti  nel corso degli anni.

Anche al lungo Bisenzio non dovrà mancare attenzione, prevedendo la nascita di un vero “parco botanico urbano con la piantumazione di tappeti erbosi ed essenze arboree ad hoc.

L’accessibilità pubblica ai Bastioni, attraverso il mastio della fortificazione,  dovrà prevedere la sostituzione della vegetazione spontanea con essenze arboree pregiate, all’altezza del luogo che le ospiterà. Sarà opportuno definire una fascia di rispetto dalle mura della città che preveda la demolizione di fabbricati, privi di interesse storico-artistico.

Per rispettare il nostro ambiente è prioritario contrastare l’abbandono dei rifiuti con ogni mezzo: aumentando il numero dei controlli e inasprendo le sanzioni pecuniarie, fino a prevedere la possibilità che il  Comune si costituisca parte civile nelle azioni procedurali, contro chi inquina e deturpa l’ambiente. Sosteniamo, inoltre, la creazione di isole ecologiche dove i cittadini, muniti di tessera sanitaria, potranno conferire i rifiuti urbani, ricevendo in cambio sconti in bolletta Tari. Per ciò che riguarda i rifiuti urbani, vogliamo rinegoziare con il gestore il sistema di ritiro e stoccaggio degli stessi,  soprattutto degli scarti tessili che non sono assimilabili agli altri.

In ogni caso Prato dovrà produrre meno rifiuti, differenziare ancora di più la raccolta e recuperare materia ed energia, in coerenza con il principio  “chi usa paga” e “chi inquina paga”. Riciclare carta, metalli, plastica, legno, vetro e  organico, consentirà di abbattere i conferimenti in discarica rendendo obsoleta l’idea del  ricorso all’incenerimento. Le tariffe dovranno essere trasparenti, eque e premianti per i comportamenti virtuosi. Per accompagnarci in questo percorso virtuoso, proponiamo di  richiedere la collaborazione dell’associazione  ZERO WASTE ITALY che si rende disponibile ad aiutare qualsiasi comune, indipendentemente dalla forza politica che lo amministra.

Non sarà necessario programmare nuove grandi opere ma per quelle già in itinere, vogliamo uno studio approfondito su costi e benefici, prevalentemente considerandone l’urgenza e la reale necessità. Proponiamo un dibattito pubblico prima di approvare qualsiasi “grande opera” e diciamo che non deve essere necessariamente sinonimo di consumo di suolo.

Acceleriamo per ottenere, nel più breve tempo possibile,  dagli enti preposti, ASL e Regione Toscana, le soluzioni per quei siti come il vecchio ospedale Misericordia e Dolce, che si trascinano fra un problema e l’altro o per il nuovo ospedale Santo Stefano, che aspetta ormai da tempo la realizzazione di una nuova palazzina con 112 posti letto, a sostegno di un edificio centrale insufficiente negli spazi e nelle prestazioni sanitarie. In particolare la situazione pronto soccorso non è più tollerabile, risultando visibilmente deficitario sia per il numero di posti letto sia per il personale medico e paramedico. Sarà auspicabile interagire urgentemente con la Regione, per aumentare i punti di assistenza sanitaria e post-ospedaliera a supporto delle reali necessità  dei cittadini.

La necessità di snellire  tutti gli accessi alla città, per operare una sinergia con  la smart area di Firenze e di tutta la piana, si scontra con il collo di bottiglia della attuale viabilità del Soccorso, lì riteniamo che si debba procedere in tempi rapidi alla realizzazione, efficiente ed economica, di una sopraelevata dotata di  moderne barriere antirumore e dal basso impatto visivo. Abbandonando l’idea dell’interramento che porterebbe  a costi e tempi eccessivi, aumentando esponenzialmente il danno economico e di agibilità ancor più di quanto è stato finora.

Esplicitiamo  la nostra contrarietà alla realizzazione dell’ampliamento dell’aeroporto Amerigo Vespucci di Peretola, ulteriore fattore di inquinamento che renderebbe il cielo di Prato preda del traffico di aerei di grosse dimensioni in partenza e atterraggio, creando ulteriori concreti pericoli per la nostra salute. Sarà opportuno, in ogni caso, procedere all’installazione di centraline per il monitoraggio ambientale.

Anche il nuovo inceneritore GIDA di Baciacavallo dovrà essere dotato di migliorie atte a eliminare o ridurre al minimo il trattamento di sostanze tossiche o maleodoranti. Come d’altronde evidenziato dalla ASL nella relazione in cui accusa la GIDA di aver fornito un quadro sanitario assai scarso, in sede di valutazione dell’impatto ambientale.

Per quanto riguarda la mobilità cittadina proponiamo l’estensione dell’orario del trasporto pubblico urbano, prevedendo alcune corse notturne.

E’ da rivitalizzare il programma di investimenti per la sicurezza sismica delle case, delle scuole, delle fabbriche e di tutti gli edifici pubblici e privati, adeguando i sistemi idraulici e le politiche di manutenzione e valorizzazione del territorio. La priorità sarà data alla opere nelle scuole.

Garantire il diritto alla casa oggi richiede di mettere in campo tutte le risorse disponibili per abbassare i costi delle aree edificabili, di costruzione e degli interventi di riqualificazione urbanistica ed edilizia. Sono necessarie agevolazioni per la casa di proprietà, politiche per il calmieramento degli affitti  per i più giovani, gli anziani, gli studenti, nell’ottica del contrasto al mercato nero degli affitti.

Sarà opportuno ripensare il regolamento di assegnazione dei PEEP e esplorare progetti di abitazione sociale, social housing e cohousing, capaci di attirare investimenti privati in modo eticamente orientato.  Non stiamo parlando  di cittadelle dedicate ai disabili o agli anziani, che inevitabilmente diverrebbero ghettizzanti, ma di una vera opera di inclusione sociale a tutti i livelli che può prevedere anche l’utilizzo di appartamenti in condomini, dove le persone, in piccoli gruppi, con i necessari aiuti, potrebbero sperimentare nuove forme di convivenza assistita. Tutto ciò dovrà essere realizzato con  il maggior recupero possibile dell’esistente. Uno dei cardini dell’azione sarà la ristrutturazione di unità immobiliari  inutilizzate che siano già nella disponibilità del comune.

Attenzione sarà posta alla  rettifica dei criteri per l’assegnazione delle quote per le RSA per anziani non autosufficienti.

Di pari passo sarà  sostenuta l’efficienza energetica delle abitazioni, poiché consumare meno energia è sinonimo di riduzione di costi per le famiglie. D’altronde il recepimento delle direttive europee e delle norme regionali in materia di certificazione energetica degli edifici è un passaggio imprescindibile che sarà ancora accompagnato dalle agevolazioni fiscali nazionali e da politiche incentivanti  a livello locale.

La politica degli orti sociali, la forestazione urbana e la qualificazione di parchi e giardini, piste ciclabili, insieme alla rinnovata vivibilità delle zone fluviali,  sarà ulteriormente perseguita attraverso interventi volti a rendere la rete ciclopedonale sicura, interconnessa e ben illuminata con luce a led.

Sarà invece sanzionata un certo tipo di orticoltura gestita da orientali, per la quale è stata riscontrata più volte una conduzione illegale.  Saranno intraprese azioni repressive  al fine di bloccare l’utilizzo di semenze e fertilizzanti non a marchio CE, l’inquinamento derivante,  nonché l’evasione fiscale e delle regole di assunzione per i lavoratori coinvolti.  Nei casi accertati, il Comune provvederà al sequestro dell’area.

Le zone  e le aree a traffico limitato e pedonalizzate, saranno riprogettate con il contributo delle persone direttamente interessate, segnatamente per il centro storico, per il quale si può prevedere il bike sharing e la diffusione di veicoli  pubblici ibridi, di ridotte dimensioni, a basso consumo. Anche il car sharing è un’opzione da rivedere. Una verifica va fatta alfine di ampliare l’offerta dei parcheggi, per esempio individuando ecospazi in verticale. Segnaliamo in particolare la necessità di avere la gratuità del parcheggio per le strutture site in porta Leone e prevedere altrettanto per un’area delimitata del nuovo ospedale.

Rimane un impegno prioritario azzerare le vittime della strada.

L’ acqua è, e continuerà ad essere, un “bene comune” di interesse pubblico. La sua gestione dovrà essere efficiente e si dovranno esigere dal gestore livelli di affidabilità ed efficienza, per poter ridurre le continue perdite di rete che hanno gravi costi per la città e per l’ambiente.

2. L’importanza delle legalità e della sicurezza per ogni cittadino

La legalità altro non è che il rispetto della legge espressione di un ordinamento democratico e come tale essa non può avere colore politico.  La sicurezza invece deriva dalla crisi della legalità e riguarda anche la percezione, non oggettivamente misurabile,  che ne può avere il singolo cittadino o la collettività. In ogni caso senza la validità del binomio, sicurezza e legalità, viene minato il progresso economico e sociale alla base di ogni comunità. Il lavoro da farsi volgein primis verso prevenzione e recupero e chiama decisamente in causa un fattore culturale quale è il rispetto delle regole. Indisciplina e disprezzo delle regole del vivere civile conducono rapidamente a degrado urbano, abusivismo e rendono il tasso di legalità sempre più basso. Per questo motivo è necessario incentivare una politica di sicurezza partecipata che vede i cittadini protagonisti, coadiuvati dalle tecnologie atte a favorire  un “controllo del vicinato” e che risultino valido ausilio anche per le forze di pubblica sicurezza. A tal proposito, proponiamo un progetto “casa protetta” che consisterà nel mettere a bilancio un aiuto di carattere economico,  per sistemi di allarme e porte blindate, che i cittadini decideranno di installare.

Non può esservi tolleranza dei comportamenti al di fuori della legge.

Anche lo Stato  dovrà fare la sua parte, incrementando e non  tagliando  gli organici e i mezzi delle forze dell’ordine e del Tribunale. Per una Prato sicura  è indispensabile la collaborazione sinergica tra istituzioni centrali e locali, nonché una gestione integrata dei controlli al fine di consentire l’identificazione comune degli obiettivi operativi. E questo si ottiene grazie a una stretta  collaborazione fra le diverse forze di polizia.   Va da sé che si dovrà rivedere l’effettiva validità di quel “Patto per Prato”. Il protocollo redatto nel 2013 con l’istituzione del “tavolo nazionale per Prato”, affermava: “Il Tavolo, oltre a monitorare l’andamento della situazione, potrà elaborare, delineare e suggerire l’adozione di nuovi strumenti operativi e formulare proposte di modifica per rendere la normativa più adeguata al contesto ed alla sua evoluzione sulla base della esperienza già realizzata. Tali suggerimenti, una volta valutati e condivisi in sede di Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, saranno sottoposti al Tavolo Nazionale per Prato, costituito presso il Ministero dell’Interno e che coinvolge le amministrazioni centrali dello Stato interessate dalle problematiche legate al fenomeno dell’immigrazione e dell’imprenditoria straniera”. Ad oggi non sono pervenuti esiti positivi degni di nota.

Anche Prato ha un grave problema di mafie italiane e straniere,  per fronteggiare le quali bisogna avvalersi di una strategia a due binari: da un lato l’analisi quotidiana di quello che succede e, dall’altro lato, la valorizzazione delle forme volontarie di collaborazione dei cittadini, quali esposti, petizioni e segnalazioni che non devono cadere nel vuoto. Bisogna, inoltre, sostenere la mobilitazione di tutte le agenzie educative, la famiglia, la scuola, i gruppi sociali,  per costruire una cultura diffusa della legalità.

La  trasparenza nelle attività economiche avrà un deciso rilievo, a partire dalla gestione dei lavori pubblici. La colpevole disattenzione sulla qualità e sui tempi di realizzazione degli appalti pubblici è un fenomeno che oltre a rappresentare un costo elevato per i cittadini, causa l’allontanamento dal mercato di imprese serie e in regola che, però, non possono sostenere il sistema del massimo ribasso in competizione con imprese che, al contrario, trascurano ogni elementare regola di sicurezza del lavoro,  quando non abbiano anche connotazioni malavitose.

Come richiesto da molti cittadini, il ruolo della polizia municipale, potenziata nell’organico, come polizia di prossimità,  sarà sviluppato  per prevenire l’illegalità diffusa a  salvaguardia dei beni  pubblici e privati.  Saranno previste figure di  riferimento per gli abitanti dei quartieri in forma di piccoli presidi territoriali di vigili urbani.  Il potenziamento dell’illuminazione a led, la presenza di sistemi di videosorveglianza  e la funzione di deterrenza dei militari, saranno validi ausili per recuperare i luoghi di degrado e di abbandono: una città che si presenta nel suo aspetto migliore comunica sentimenti positivi che riattivano energie sopite della collettività.

Poiché sappiamo che Prato è la capitale del riciclaggio (dal 2010 al 2013 sono usciti dal territorio pratese verso la Cina 5 miliardi di euro) sarà indispensabile una migliore collaborazione con l’Agenzia delle entrate, per il contrasto degli illeciti di natura economica.

Altro dramma che riguarda la nostra città, è il gioco d’azzardo. Purtroppo Prato ha il triste primato italiano del settore. Bisogna agire con urgenza, da un lato  mettendo a disposizione delle famiglie  i mezzi per la lotta alle ludopatie e, dall’altro, reprimendo i comportamenti illecitiintensificando e ripetendo i controlli sia sul rilascio delle licenze sia in tutti  luoghi che ospitano il gioco, a cominciare dalle troppo numerose sale slot. L’intento è ridurre  quelle attività del maggior  numero possibile. In tale ottica va potenziato lo Sportello Unico delle Attività Produttive, SUAP, oggi del tutto insufficiente.

L’educazione e la prevenzione della violenza di genere e dei  comportamenti a rischio fra i più giovani, come alcol, droga, bullismo, saranno oggetto di interventi mirati. Infine dovrà essere potenziata l’attività di mediazione dei conflitti e il supporto alla integrazione multiculturale, per il rispetto dei diritti e dei doveri.

Ben sappiamo che nella scuola nasce la società che vorremmo essere. La scuola continua ad essere il luogo d’elezione dove coltivare le migliori risorse per il futuro: è o dovrebbe essere il luogo della libertà e dell’uguaglianza, dell’accesso alla cittadinanza e all’inclusione. Ma è anche il luogo che più di ogni altro è destinato a trasformarsi rapidamente, pena la marginalizzazione del nostro paese e della nostra città.  La scuola non è più un semplice contenitore di conoscenze, essa ha bisogno di ripensare il proprio modo di procedere perché quegli apprendimenti, acquisiti nell’ambito delle singole discipline, siano parte di un più globale processo di apprendimento che fornisce possibili soluzioni ai quesiti della vita reale. Ciò che davvero importa è la maturazione di competenze efficaci che accompagnino gli studenti nel percorso di crescita, consapevoli che le acquisizioni disciplinari e le competenze hanno bisogno, nella società della conoscenza, di essere implementate nel corso di tutta la vita. Il long life learning riguarda infatti anche gli adulti, sollecitati a una formazione continua per seguire un lavoro in tumultuosa, a tratti drammatica, trasformazione (si pensi al cosiddetto lavoro 4.0.).

La saldatura fra la scuola e gli sbocchi lavorativi deve essere oggetto di attenzione vera e i percorsi individuati non dovranno essere mero adempimento burocratico ma linfa vitale per il terreno produttivo e intellettuale della nostra città. Il comune di fatto si propone di  favorire  la  sperimentazione  didattica  e  la  conoscenza  del contesto locale, al fine di avviare programmi innovativi nelle scuole secondarie superiori e per qualificare le esperienze di stage, visite aziendali e tirocini.

Contestualmente è necessario garantire la sostenibilità del sistema delineato, compreso l’accesso e la frequenza di tutti i bambini e le bambine da 0 a 6 anni, attraverso forme di gestione efficaci, seguite e valutate in modo partecipato e trasparente. Rinnovare l’attenzione per i bisogni educativi speciali, i disturbi specifici dell’apprendimento (B.E.S  e dei D.S.A.) e dello spettro autistico.

Nella scuola di primo grado altro tema prioritario è il tempo scolastico, risposta necessaria per le famiglie che continuano a  chiedere il tempo pieno,  nell’ambito del quale si potranno costruire progetti di ripetizione e di recupero, di attività sportiva, di socializzazione e di ampliamento dell’offerta culturale. Da non dimenticare l’accoglimento e la valorizzazione dei contributi che arrivano come proposte e disponibilità all’impegno,  da parte di  genitori,  cittadini  e  associazioni della città.   In alcuni casi auspichiamo  l’impiego delle strutture scolastiche nel periodo estivo e proponiamo la sperimentazione, su consultazione delle singole scuole, per il superamento del sabato scolastico in favore delle attività pomeridiane.

La  relazione  con l’università per le aree, infermieristica, Pro.Ge.A.S. ed economia aziendale, saranno intese  come aree cruciali di intersezione con il settore d’elezione del distretto pratese: il tessile.  L’università deve essere messa in grado di riversare sul tessuto cittadino quelle competenze ad alto tasso di innovazione tecnologica  che non devono essere disperse, stimolando anche la  nascita di start up. Tali competenze devono avere ricadute dirette sulla competitività dell’apparato produttivo, sulla cultura e politica della città. In tale ottica devono essere implementati  percorsi di mobilità e di cooperazione internazionale.

Amplieremo le ore di apertura della biblioteca Lazzerini, pienamente a disposizione degli studenti e non solo.

All’interno di un vero percorso di inclusione sociale proponiamo l’allargamento della partecipazione ad azioni educative per i gruppi più svantaggiati della popolazione: le persone disabili o con malattie croniche, i pazienti ed ex pazienti psichiatrici e, in generale, tutti i cittadini che soffrano una condizione di potenziale emarginazione.

Infine, ribadiamo l’importanza di quanto riportato precedentemente a proposito della manutenzione e la messa in sicurezza degli edifici scolastici, per l’efficienza energetica e per l’innovazione tecnologica. Eventuali ampliamenti  o  nuove  costruzioni  saranno contemplati solo dopo aver chiesto il parere degli addetti ai lavori e saranno in ogni caso successivi  agli interventi per la messa in sicurezza.

Noi crediamo nella capacità dei pratesi di ri-costruire un futuro attraverso le idee che, opportunamente stimolate, promuovano la città, il lavoro e aumentino il benessere e lo sviluppo. Faremo domanda per i fondi UE Europa Creativa,  un programma quadro (entro il 2020) che mette a disposizione 1,46 miliardi di euro per i  settori culturale e creativo.

Al di fuori del circuito istituzionale della istruzione e della formazione, proponiamo di  consolidare e valorizzate la creatività diffusa, le passioni dei pratesi di ogni età. Ad essi sarà rivolto l’invito a mettere a disposizione dei concittadini, in aree a tale scopo indicate dal Comune,   il collezionismo o la produzione artistica “dal basso”.  La  cultura è infatti da intendersi in senso inclusivo, foriera di una ricchezza che  produce relazioni, incontri, partecipazione  e, in definitiva, un reale sentimento di comunità. Luogo d’elezione sarà il centro storico che, da tempo svuotato di attività commerciali di lunga tradizione ha bisogno di individuare nuove leve, oltre al commercio,  per tornare a interessare i cittadini.

Abbiamo una grande fortuna, Prato è la città con il maggior numero di giovani della Toscana e dunque è un dovere  mettere in campo politiche adeguate per fornire opportunità, mezzi, possibilità e strutturare percorsi per affrontare in modo positivo la transizione alla vita adulta. La sfida è intervenire in un’ottica capace di dare ai giovani risposte significanti anche per tutto il resto della società, e viceversa.

Per garantire un vero “accesso al futuro” saranno previste: facilitazioni per la casa, agevolando mutui e non solo affitti;  sostegno alla famiglia ed alla genitorialità, anche con un’azione di promozione dell’educazione alla maternità responsabile; promozione della cultura d’impresa e dell’autoimpiego come possibile alternativa al lavoro dipendente, ipotizzando anche agevolazioni fiscali,  come un periodo no-tax per le giovani imprese e semplificazione amministrativa; ricerca “dei migliori talenti” da selezionare, per poter essere da subito inseriti in percorsi di stage nella pubblica amministrazione per   la soluzione delle emergenze; promozione di spazi d’aggregazione, d’espressione, di socializzazione e formazione; promozione della “creatività in Comune” con una particolare attenzione al campo artistico; educazione alla cittadinanza e riscoperta della memoria nell’intergenerazionalità; progetti di prevenzione sui consumi di sostanze e sui   disturbi alimentari, per combattere il disagio giovanile e far crescere la cultura della legalità;  rivalutazione e statistiche di sito per verificare l’effettiva utilità del portale “Officina giovani; contrasto al “divario digitale”; coinvolgimento dell’associazionismo giovanile nell’identificare programmazione e realizzazione di iniziative ad hoc;  creazione di un “Consiglio cittadino giovani”, non partitico,  con il compito di avvicinare i giovani alla politica attiva e creare nuove leve per un futuro di qualità.

Nel titolo abbiamo voluto riprendere la definizione di “salute” data dalla Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), perché non vogliamo fermarci a considerare la semplice “assenza di malattia”. Una piena tutela della salute e dei diritti sociali correlati sono di primaria importanza per il benessere della persona e della coesione sociale. Troppe volte abbiamo letto della contrazione della spesa che i pratesi destinano alle cure. Sentiamo forte la responsabilità di non lasciare i cittadini soli a far fronte, per esempio, alla  crescita  e alla  diversificazione dei  tanti bisogni che nascono dall’invecchiamento della popolazione, dai flussi  immigratori  e dalla sempre più frequente scomposizione dei nuclei familiari.

Il welfare della regione Toscana ha tratti di eccellenza nel panorama nazionale ma non possiamo permetterci di arretrare, poiché le nuove diseguaglianze sono in agguato e i più poveri spesso sono tagliati fuori da un welfare efficace. Questo stato di cose, oltre a produrre danni diretti sui soggetti sui più deboli, ha ripercussioni negative per la società tutta che si trova a fronteggiare i disagi, anche di salute, di una comunità impoverita. Proponiamo una visione solidaristica  che in primo luogo sia capace di educare le persone, in specie i soggetti più deboli, alla consapevolezza dei percorsi corretti da affrontare per la salvaguardia della propria e della altrui salute, spostando l’accento  dalla cura alla prevenzione. In una parola l’educazione alla salute dovrà essere il caposaldo di un approccio rinnovato. Dovremo lavorare molto per rendere efficienti e diversificate le prestazioni sanitarie e di altri servizi per  includere tutte le persone che ne hanno diritto, con misure appropriate, affinché sia coinvolta tutta la società.

Il nuovo ospedale Santo Stefano che avrebbe dovuto spostare, almeno in parte, l’offerta verso la domiciliarità è un’operazione riuscita a metà, con tratti di inefficienza a volte drammatici. E’ urgente intervenire, come abbiamo già detto in precedenza,  per correggere i tanti problemi dovuti alla mancanza di strutture adeguate per le cure pre e post ospedaliere.

I servizi sanitari dovranno essere in grado di seguire l’evoluzione di una società che si trasforma e che ha, per una fascia crescente della popolazione, anche mezzi digitali  per avvicinarsi alla domanda di salute. L’utilizzo del web  dovrebbe facilitare la   fornitura   di  servizi   flessibili   e   differenziati,  per poter rispondere  alla  domande delle persone in modo non standardizzato.

Fra le nuove emergenze che affliggono le famiglie vi sono le tante dipendenze da droghe, alcol e gioco d’azzardo. Non è pensabile aspettare che questi disagi si trasformino in patologie, perciò bisogna estendere la rete dei servizi di assistenza per le dipendenze.

Una mano può essere efficacemente offerta dall’intera  comunità: dal pubblico,  al privato, al volontariato e alle famiglie stesse. Si possono costruire così reti di solidarietà che siano valido aiuto all’intervento diretto del  welfare pubblico. Abbiamo bisogno di tutti e a tal proposito vogliamo sottolineare il contributo che può venire dal servizio civile.

Spostando l’attenzione verso i luoghi di lavoro, diventa imprescindibile rafforzare le politiche di prevenzione, di formazione e di controllo, volte alla tutela della salute dei lavoratori. La rimozione dei rischi nei luoghi di lavoro e l’eliminazione delle cause degli incidenti sul lavoro e delle morti bianche, non può che essere una sfida da affrontare e vincere per tutta la cittadinanza. Non è pensabile che si possa morire cadendo da un’impalcatura mal fatta o morire bruciati mentre si lavora per vivere. I  cittadini  stessi dovranno essere messi in condizione di verificare il graduale conseguimento dei risultati.

La salute non è solo assenza di malattia, include anche il benessere, il che vuol dire promuovere capacità e autonomia delle persone, a partire dai soggetti più fragili, cioè le  bambine e i bambini. E’ evidente che i diritti sociali procedono insieme ai diritti civili: nessuno deve essere lasciato solo. Dovrà progressivamente essere messa al bando ogni discriminazione dovuta alle diverse classi di età, alla differenza di generi, ai pregiudizi e alle discriminazioni di razza e di orientamento sessuale.

Anche a Prato, come nel resto della nazione, si assiste a un trend in crescita delle famiglie unipersonali, costituite per la gran parte da anziani rimasti vedovi, spesso donne. Bisogna urgentemente intervenire prefigurando una nuova alleanza con il welfare attraverso una pianificazione  sociale  e  sanitaria, gestite  attraverso modalità partecipate e condivise, in primis potenziando, e non tagliando, l’assistenza domiciliare. E’ necessario creare “progetti individualizzati”, da realizzare attraverso obiettivi a breve e lungo termine, definendo con il contributo dei soggetti coinvolti azioni, strumenti e tempi di lavoro. Pensiamo  a manifestazioni ed eventi socioculturali  per famiglie unipersonali ma anche a una “banca del tempo”, gestita dall’assessorato ai servizi sociali, in modo che vi sia uno scambio reciproco di servizi ed esperienze, al fine di far sentire le persone anziane meno sole.

Poiché l’amore verso i nostri animali domestici  è sempre più un fenomeno sociale e la nostra città è fra le prime in Italia per numero di possessori di animali domestici, in primo luogo cani e gatti, proponiamo l’incentivazione di politiche pet friendly. L’istituzione di un numero verde SOS ANIMALI, di un vero e proprio garante dei diritti degli animali e la rivalutazione dell’efficacia, rispetto ai fini perseguiti, del canile “Il rifugio”.  Per chi prenderà un animale dal canile e per gli anziani meno abbienti che ne facciano domanda, saranno messe a disposizione cure veterinarie gratuite da effettuarsi presso strutture, pubbliche e private, da individuare.

Fra le attività di svago sicuramente lo sport è una espressione, sociale ed economica, di grande importanza, per educare e favorire l’integrazione e la solidarietà. Con lo sport possiamo coinvolgere persone di tutte le età e i diversamente abili.  E’ indispensabile valutare nuovi investimenti o riconversioni per l’impiantistica sportiva, senza mai rinunciare alla ricerca della sostenibilità economica,  della polifunzionalità e impedendo nuovo consumo di suolo. Offriamo massimo  sostegno allo sport giovanile e di base,  interessandoci alle società sportive emergenti senza distinzione di popolarità.  Sarà auspicabile una più stretta collaborazione del Centro Giovanile Formazione Sportiva con il mondo della scuola. Il CGSF, importante esperienza, unica in Italia,  dovrà essere rivalutato per verificarne l’adeguatezza e l’efficacia nella diffusione della pratica sportiva.

Il rilancio di gare classiche dello sport pratese sarà affrontato coinvolgendo tutte le associazioni sportive della città. Da considerare, per i più piccoli, un parco di divertimento di  dimensioni appropriate alla città, in cui le famiglie possano portare i bambini di tutte le età.

Un capitolo importante sarà quello dedicato alle piscine pubbliche e private, con la messa in opera di soluzioni appropriate per inserirsi in circuiti di gare di livello nazionale e internazionale, per le quali sono necessarie piscine a dieci vasche.

Il terzo settore e in particolare il volontariato vanno potenziati nella loro azione, preziosa,  di assistenza, cura e promozione della persona. Sono cittadini promotori  di  cittadinanza attiva, di educazione alla solidarietà e al civismo e contribuiscono grandemente all’arricchimento della società tutta e del tessuto democratico. Il terzo settore va coinvolto nella progettazione delle strategie e degli interventi che si porranno in essere.

gni discorso concreto deve partire dall’acquisizione delle cifre del fenomeno che vogliamo affrontare.

“Gli stranieri residenti in Toscana al 1° gennaio 2016 sono 396.219, + 0,2% rispetto all’anno precedente (395.573), variazione in linea con il dato medio nazionale. Rappresentano il 31% degli stranieri residenti nell’area Centro ed il 7,9% degli stranieri residenti in Italia.

L’incidenza sulla popolazione Regionale è pari al 10,6% (su base nazionale questo rapporto è pari all’8,3%). Quasi un terzo della popolazione straniera residente in Regione vive nella provincia di Firenze (128.509), con un’incidenza sulla popolazione cittadina del 12,7%. Seguono Pisa e Prato, entrambe con una presenza in valori assoluti di poco superiore alle 40.500 unità, ma con un’incidenza rispettivamente del 9,6% e del 16%. Anche a Siena e ad Arezzo l’incidenza della popolazione straniera è superiore alla media regionale (11,1% e 18,8%), mentre la provincia in cui pesa meno la presenza straniera è Massa-Carrara (6,9%). La componente femminile è maggioritaria in tutte le province (53,9% la media regionale). (Fonte: Regione Toscana)

Parlare di integrazione, lo sappiamo, è materia complessa  che riguarda ogni ambito sociale:  scuola ed educazione, lavoro e formazione, pari opportunità, protezione dei minori non accompagnati, alloggio e temi di cittadinanza.  Noi non abbiamo intenzione di tirarci indietro.

Nella gestione delle politiche d’accoglienza, è necessario azzerare ogni retorica e andare oltre la logica dell’emergenza, per virare verso una accoglienza di secondo livello, capace di garantire reali  percorsi di integrazione culturale, sociale e lavorativa. Percorsi che partono dal presupposto che chi arriva deve seguire le stesse  regole per potersi inserire nella realtà che li ospita. La sfida è creare “nuovi cittadini” di Prato che possano contribuire all’arricchimento della città.

contributi ci sono, a cominciare da quelli del Fondo europeo integrazione e non solo. Ricordiamo che il Ministero dell’Interno nel 2017 ha premiato Prato con287mila euro, per i richiedenti asilo ospitati nei centri CAS e con 18.900 euro, per quelli inseriti nel sistema Sprar.  Queste cifre devono essere messe a frutto in un percorso di integrazione efficace. E’ sbagliato dirottare parte di esse, sia pure non vincolate, alla manutenzione delle strade o alla spesa scolastica (salvo emergenze), perché sottraendo i soldi alle politiche attive di integrazione, l’integrazione non si realizzerà. In un reale percorso di integrazione sarà più agevole monitorare l’andamento del fenomeno e contenere, con la prevenzione, possibili problemi di ordine pubblico e relativo malcontento fra i cittadini.

Dobbiamo evitare che il continuo dibattere di sicurezza ed integrazione mancata, sottragga energie a temi non meno ma più importanti, come quello del lavoro (che scarseggia) e della casa.  E’ necessario affrontare con chiarezza questo nodo. Deve essere fatto uno sforzo di onestà per dirci che andare avanti solo a parole, qualunque esse siano,  è  autolesionista.

Il discorso sull’inclusione non può essere completo se non sarà contemplata anche l’inclusione politica,  ed essa è garantita nella misura in cui tutti i membri di una società sono in grado di accedere alle istituzioni della democrazia. Ad esempio, se un individuo di questi gruppi ha conseguito una posizione sociale o economica all’interno della società, ma non sarà in grado di votare, candidarsi o partecipare alla leadership civica, non si potrà  presumere che tale società sia realmente inclusiva. Possiamo organizzare alcuni “punti di ascolto”, promossi dal comune, per monitorare e dare voce a persone extracomunitarie.

E’ indubbio infatti che “l’esclusione” ha anch’essa un costo per i cittadini: se la persona non ritiene la sua partecipazione gradita o possibile, si sentirà emarginata e messa a tacere e si comporterà di conseguenza. A breve termine ciò può contribuire all’isolamento, all’incomprensione e a comportamenti socialmente pericolosi.

Perciò, creiamo con le risorse a disposizione, “luoghi” per valutare e rivalutare costantemente lo stato delle persone migranti che, comunque, devono essere sempre in numero ben rapportabile con i cittadini residenti. Il costante cambiamento demografico, le politiche e le pratiche che hanno funzionato dieci anni fa potrebbero non essere adeguate oggi, perciò, per rimanere in contatto con il mondo che abbiamo detto di voler integrare nella nostra comunità, è indispensabile un impegno costante e coerente.

La pensione

Un piano pensionistico ben strutturato che dà a ogni dipendente l’opportunità di raggiungere il successo finanziario nei suoi anni di pensionamento

Pontificate in modo assertivo procedure di test a lungo termine e ad alto impatto, in modo sinergico, sinergizzando tempestivamente gli elementi di azione e il pensiero “fuori dagli schemi” del business. Promuovere distintamente i mercati migliori prima di schemi collaborativi. Abbracciare autorevolmente le potenzialità tattiche di fronte alle architetture ad alto rendimento a basso rischio. Gestire completamente le procedure di test robuste di fronte alle procedure di test dinamici. Costruisci globalmente capitale intellettuale funzionale per i servizi elettronici B2B.

Coltiva in modo efficiente interfacce di alta qualità dopo diversi sistemi. Produrre in modo monotono scenari standardizzati piuttosto che una tecnologia priva di errori. Impatto collaborativo plug-and-play per catene di approvvigionamento estensibili. Semplifica rapidamente le procedure di test aziendali con vantaggi dinamici. Semplificare in modo autorevole i catalizzatori del bleeding edge per il cambiamento prima degli utenti verticali.

E’ sotto gli occhi di tutti e da lungo tempo la necessità di fare economie di scala per il recupero di efficienza,  di risorse anche in vista della riduzione del sostanzioso debito della città. Il comune di Prato deve proporre un percorso di cambiamento per accrescere la capacità  di  governo  dei  processi  di  trasformazione  del  territorio  e  di miglioramento dei servizi alle imprese e ai cittadini.

La struttura del comune, dirigenti e collaboratori in testa,  dovrà  essere   organizzata  in  funzione  degli obiettivi suddetti. Il personale interno dovrà essere motivato attraverso percorsi di partecipazione e valutato in base al merito e ai risultati. Il taglio della burocrazia o il suo snellimento, sono richieste imprescindibili per liberare una società soffocata nei propri bisogni quotidiani e nelle aspettative di sviluppo economico. Questo dovrà avvenire attraverso la riduzione, la revisione e la semplificazione di norme e regolamenti. La digitalizzazione delle procedure e della gestione dei servizi sarà il volano di un aumento della produttività e della soddisfazione degli utenti, accrescendo parallelamente la trasparenza della pubblica amministrazione, l’accessibilità alle informazioni e i controlli diretti dei cittadini.

Gli obiettivi delle politiche di bilancio saranno orientati da una parte a vantaggio degli investimenti e dall’altra a rafforzare ulteriormente la riqualificazione e il controllo della spesa, puntando alla sua massima efficienza.  Auspichiamo che, in tal senso,  siano rivisti i vincoli del patto di stabilità, in un ottica premiante per tutti coloro che si impegnano a rispettare le regole e gli standard di buona amministrazione.

Ulteriore tessera del mosaico sarà l’accorpamento i vari uffici comunali in relazione ai fabbricati di proprietà del comune, in modo da alienare quelli che verranno ritenuti superflui.

La politica delle entrate non potrà che essere  finalizzata al consolidamento dell’autonomia finanziaria del Comune, per garantire  servizi,  investimenti e la  giustizia fiscale e sociale.  L’evasione e l’elusione fiscali saranno perseguite con severità e continuità.  Le aziende fantasma saranno identificate e chiuse, anche grazie al rafforzamento  dell’impegno diretto degli uffici comunali e della collaborazione con l’Agenzia delle Entrate. A Prato è molto marcato il fenomeno del loan back ossia l’uso di prestanome usato dai cittadini orientali che delinquono. Questo fenomeno va combattuto agendo in coordinamento con Guardia di Finanza, Questura e Prefettura, coinvolgendo anche l’Agenzia delle Entrate territoriale. Da prevedere la creazione di una specifica task force per l’identificazione dei soggetti e delle attività economiche sospette, con la possibilità di accedere alla loro fiscalità.

La leva fiscale sarà attivata, secondo criteri di progressività e trasparenza, per realizzare obiettivi di particolare urgenza o di interesse generale e si potrà usare solo per periodi di tempo predeterminati. Sarà necessario però un preventivo coinvolgimento e confronto con i cittadini e le parti sociali,  per palesi e definite manovre di scopo. Le risorse recuperate dell’evasione fiscale saranno messe a frutto in una politica degli investimenti e, se possibile,  nella riduzione dei costi di alcune prestazioni sociali, come rette e tariffe dei servizi, per le fasce di reddito più basse.

Quello che avete appena letto  è il nostro programma. Con “nostro” intendiamo di tutti perché i veri autori del programma, come abbiamo già detto fin dall’inizio, sono stati i cittadini. Noi ci siamo sentiti  chiamati a impegnarci in prima persona perché Prato possa divenire realmente “prima”, non soltanto negli slogan buoni per le campagne elettorali. L’intento è di offrire, davvero,  una casa comune che rimanga accessibile a tutti, indipendentemente dalla scelte partitiche fin qui operate. Siamo una forza politica aperta e indipendente, disponibile per tutti. Ogni cittadino dovrà sentirsi autorizzato a proporre cambiamenti reali nella società in cui vive.

Non è più pensabile chiudersi in modo arrogante nella torre di comando. Ogni decisione importante non dovrà essere calata dall’alto costringendo i cittadini ad essere in costante assetto di difesa. L’informazione sulle scelte che possono incidere in modo significativo sulle abitudini e gli interessi delle persone, dovrà essere necessariamente preventiva,  corretta, completa e comprensibile.  Si dovrà instaurare un circolo virtuoso fra governanti e governati che esalti la comunicazione e garantisca il massimo di informazione. “Partecipazione” è per noi una parola che esprime un valore positivo, non può essere una parola vuota o, peggio, una finzione calata dall’alto che manovra cittadini come pedine su una scacchiera ma un impegno vero e costante ad interagire con la cittadinanza.

Per farlo bisogna mettere in discussione lo status quo  a favore di trasparenza ed inclusività nei processi decisionali e amministrativi. La democrazia effettiva deve avere esiti misurabili dagli stessi cittadini. Siano essi singoli o organizzati in forma di rappresentanza di interessi collettivi, come sindacati, associazioni, comitati. I risultati dovranno essere continuamente rivisti e aggiornati per essere registrati e valutati in modo coerente.

Prato ha bisogno di gettare il cuore oltre l’ostacolo e va fatto senza lasciare indietro nessuno.